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Haas, Steiner lancia l'allarme per il 2021-2022: "Con questi calendari, servono più Gp con format modello Imola"

Negli ultimi giorni, il CEO del Circus, Chase Carey, ha rivelato, ai microfoni di Autosport, l'intenzione di portare ulteriori novità (rispetto a quelle già previste per il 2021) per la stagione 2022. L'idea di colui che da gennaio lascerà il posto a Stefano Domenicali mira a inserire nuovi appuntamenti o riproporre alcuni circuiti storici che hanno trovato spazio quest'anno a causa dei GP saltati per la Pandemia: 

"Molte piste dove abbiamo corso quest'anno hanno espresso grande interesse per ospitare nuove gare e altri Paesi sono più interessati che mai alla Formula 1. Contiamo di passare a un calendario di 24 gare nel giro di qualche anno, forse alcuni GP dovranno alternarsi in modo di accontentare altri partner".

Ma andiamo per gradi. Prima di arrivare al 2022, c'è un'altra stagione da affrontare. Quella del 2021, che vedrà già allungarsi il calendario a 23 Gran Premi. Una scelta che, per quanto gradita a tutti gli appassionati del mondo dei motori, secondo qualcuno, presenterebbe degli effetti collaterali. Tra i più preoccupati dell'aumento del numero di corse c'è sicuramente Gunther Steiner, team principal della Haas F1 Team

Steiner lancia l'allarme


Gunther Steiner esprime la sua preoccupazione e invoca un'organizzazione modello Imola:


"Speriamo di poter concordare di far disputare alcune gare solo al sabato e alla domenica, con un fine settimana più breve, questo ci aiuterebbe soprattutto nella seconda metà della stagione. La prima parte non sembra troppo spaventosa, ma la seconda è un po’ difficile con le due triplette di fila. Vediamo quali sono i dettagli e poi ci adatteremo. Abbiamo i pit-stop e cose del genere e se si rovina la sinergia tra le persone diventa difficile da gestire. C’è un rischio maggiore che qualcosa vada storto. Lo scenario ideale è quello di avere sempre le stesse persone, ma dare loro più tempo libero tra una gara e l’altra sarebbe meglio per la squadra. Le triplette non sono l’ideale, sono necessarie se si vogliono fare 23 gare. Vogliamo anche avere qualche settimana di vacanza ad agosto, quindi dobbiamo convivere con l’aspetto negativo di fare tre gare in fila”.

È un aspetto da non sottovalutare quello evidenziato dal team principal della scuderia americana, che anzi ha aperto una questione di importanza cruciale. Da un lato il fascino di un calendario sempre più ricco di appuntamenti, con la possibilità di rivedere sfrecciare le vetture su circuiti storici, e la tentazione di recuperare le perdite economiche causate dalla Pandemia. Dall'altro le difficoltà organizzative e logistiche, nonché lo stress per il personale impegnato.

Sarà interessante vedere come i vertici del Circus cercheranno di equilibrare la situazione, in modo da rendere il tutto appetibile agli spettatori e umanamente possibile agli addetti ai lavori.


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