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Binotto: "Abbiamo la miglior coppia possibile di piloti al momento. Per Schumacher in Ferrari aspettiamo il 2023"

 

Il team principal non ha dubbi sul valore di Leclerc e Sainz e smentisce interessamenti verso altri piloti per il post Vettel


Ad inizio stagione, le situazioni contrattuali pendenti di Hamilton e Vettel avevano aperto ad uno scenario piuttosto clamoroso, con i due pronti a scambiarsi il sedile. Da un lato la ricerca di una nuova avventura per il campione inglese e la possibilità di coronare il sogno di vestirsi di rosso, dall'altro la volontà del tedesco di rimettersi finalmente in gioco per la lotta al titolo. Il mercato ci ha consegnato dei movimenti tutt'altro che prevedibili soprattutto in virtù delle decisioni prese dai vertici Ferrari. La scelta di Sainz, per voce dello stesso Binotto, non ha rappresentato un ripiego, ma una chiara volontà consapevole. Quella di puntare su un pilota giovane che può contare un bagaglio di esperienza alle spalle già abbastanza consistente e di sottoscrivere un contratto che non pesasse esageratamente sul budget. A Maranello, dopo aver scoperto il talento di Charles Leclerc, non si è sentita l'esigenza di avvicinare un grande nome, convinti di avere in casa una punta di diamante. Lo stesso Carlos non si è presentato per fare da gregario e comprimario. Arriva qui per giocarsi una grande fetta di carriera e di futuro e non di certo per arrendersi facilmente al ruolo di numero due.

"Abbiamo un pilota di grande talento, che è Leclerc, e spero che ne scopriremo un secondo con Sainz", ha sottileneato proprio Mattia Binotto. "Direi che non ce ne servono altri. Su Sainz contiamo molto e spero di potergli rinnovare il contratto quando scadrà. Ricominciamo dal sangue fresco. Dal 1968 la Ferrari non aveva due piloti così giovani. Carlos porta con sé tante esperienze preziose, ha solo 26 anni ma è esperto su tecnica, guida, squadra, processi di lavoro, metodologia. Averlo per noi è una opportunità".

La volontà di puntare e di far crescere giovani piloti di talento però sembra non essere una necessità dettata dalle circostanze, ma una chiara strategia a lungo termine che fa parte dell'opera di rinnovamento del team. Dopo aver portato in F1 Leclerc, Giovinazzi e all'epoca Perez e lo sfortunato Bianchi, gli investimenti nell'Academy sono tutt'ora ingenti e continuano ad essere spinti dai risultati che stanno dando ragione al team, anche grazie ai recenti approdi di Mick Schumacher in Haas e di Callum Ilott come test driver della rossa, oltre ad una schiera di piloti molto interessanti che negli anni rischiano di monopolizzare le categorie minori e di fare il grande salto in F1.

Mattia Binotto a questo proposito si è mostrato particolarmente orgoglioso del lavoro fatto finora e incalzato su un possibile approdo del figlio d'arte in Ferrari ha risposto così: "La nostra Academy non è nata per crescere piloti di F1, ma il prossimo pilota Ferrari. Mick Schumacher? Oggi è presto per decidere, ma ci sono le premesse per il 2023".

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